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Cosa vedere

Cape Town

Anche a tavola convivono cucine d’ogni parte del globo. Un buon indirizzo è The Old Biscuit Mill, nel quartiere emergente di Woodstock, a est del porto: una fabbrica convertita in cittadella di negozi, farmer market e bancarelle di cibo di strada. Si può mangiare nel modaiolo Pot Luck Club, regno delle tapas creative dello chef Luke Dale-Roberts, o perdersi tra i banchi di formaggi locali, di ostriche, di biltong, carne essiccata di bufalo, di antilope eland o kudu, più pregiate. Tante le attrazioni in città, dalla Grand Parade, piazza dei palazzi istituzionali, alla colorata Greenmarket Square, enorme mercato delle pulci dove, ancora una volta, si mescolano Africa e ricordi del Vecchio Mondo. Da lì si arriva a piedi a Bo-Kaap, il quartiere malese, una città a sé, con le moschee, le case variopinte e una folla multietnica, per fare poi una pausa nel vicino Carne, per le bistecche delle fattorie dei Karoo, accompagnate da etichette eccellenti. Proprio alle porte della metropoli si visitano numerose aziende vinicole. Come Constantia, con alcune delle cantine più antiche del Sudafrica: la storica tenuta Cellars-Hohenort, hotel de luxe e ristorante gourmet a prezzi sorprendenti.

Il Giardino Nazionale Botanico di Kirstenbosch, tra i più celebri e grandi del Paese, è invece un posto meraviglioso per conoscere la flora sudafricana; offre aree che ricreano i principali habitat, ma anche un parco di sculture, sia tradizionali africane, sia di artisti contemporanei internazionali. Da qui una rete di sentieri, percorribili a piedi e in bici, porta fino al Table Mountain National Park.
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Lasciata la città, si punta a sud e si affianca l’Atlantico, passando per Green Point, Clifton, Camps Bay, località che mettono in fila alcune dei tratti di costa più belli e celebrati del continente: da una parte l’oceano con le sue onde, ricercate dai surfer di tutto il mondo, dall’altra locali gremiti di giovani capetonian alti, biondi e statuari. Dopo aver toccato Hout Bay, dove gli appassionati una delle right wave – le onde più lunghe e potenti del mondo – si riparte lungo la Chapman’s Peak Drive, tracciato scavato nella roccia, sotto la scogliera dei Twelve Apostles, dai prigionieri italiani durante la Seconda guerra mondiale. Da percorrere con calma, sempre guardando il mare, la litoranea offre anche aree picnic e sentieri attrezzati.

La presenza del Capo di Buona Speranza si avverte distintamente negli ultimi chilometri di strada. Non è necessario consultare la cartina per rendersi conto di essere in un luogo del mito: una spiaggetta di ciottoli chiusa da scogli scuri e battuta dalle onde, con un nome di buon auspicio e una fama di terribili tempeste, mostri marini e vascelli fantasma. Lasciata l’auto, gli ultimi metri si percorrono su una funicolare o, ancora meglio, a piedi. Su un sentiero che, fra una terrazza panoramica e l’altra, porta al faro. Da lì il profilo della costa est si perde nella profonda insenatura di False Bay prima di regalare un colpo d’occhio sulle scogliere lontane di Capo Agulhas
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